Spesso si legge di svariate teorie sull’origine della Paulownia, chi dice dall’America del sud e chi dall’Asia, tutto però privo di scientificità. Ecco che siamo andati più a fondo ed abbiamo trovato una reale risposta.

Il dipartimento di geologia dell’Università di ST. Paul – Minnesota, con i professori e ricercatori S. Miley e J. Charles, ha preso in analisi una serie di reperti storici, individuando delle foglie fossili, appartenenti all’età che va dal tardo Miocene al primo Pliocene.

Queste foglie ritrovate presentano tratti molto simili a quelli della Paulownia e le indicazioni che si tratti proprio di lei sono legate all’identificazione della morfologia fogliare comparativa.

La differenza tra altre piante simili come ad esempio Buettneria, Catalpa e Cercis , è data proprio dalle venature secondarie e terziarie che rendono cosi facilmente classificabili quei fossili.

L’analisi della loro provenienza ha dimostrato come la Paulownia fosse presente e sviluppata in tutto l’emisfero Settentrionale, specialmente in Europa e Nord America e con le avversità climatiche del periodo dell’Eocene, la specie è poi migrata anche nell’emisfero Sud.

I clima rigidi del Pleistocene hanno però poi fatto si che venisse rilegata parzialmente in Asia e in zone più meridionali, salvo poi il suo ritorno avvenuto diversi secoli fa nelle zone di origine (Europa compresa) che l’ha nuovamente resa conosciuta.

Con l’avanzamento ed il progresso della scienza si è cosi dunque approfondito sulle sue caratteristiche e si è capito quante caratteristiche uniche e particolari abbia questa “semplice” pianta: dalla crescita più veloce al mondo all’assorbimento di CO2, la leggerezza del legno, la sua resistenza alle fiamme, alla conducibilità termica, alle sollecitazioni meccaniche oltre che la capacità di garantire nutrimento alle api grazie ai suoi grandi fiori.

In natura esistono svariate specie di Paulownia, come la Tomentosa, l’Elongata, la Fortunei ecc, e con diverse tecniche vivaistiche innovative, gli esperti agronomi oggi sono in grado di produrre piante che, a seguito di ibridazione tra loro, non presentano più i caratteri di invasività propri della pianta “madre” (P. Imperialis) ma anzi, aumentandone le caratteristiche positive che la rendono ad oggi una pianta eccezionalmente unica (scopri di più sulla micropropagazione).

Macalester Coll., St. Paul, Minnesota – © 1961 Botanical Society of America

© 2020 Paulownia Piemonte

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