Prima di entrare nei dettagli tecnico-scientifici, occorre porsi una prima domanda: cos’è davvero una specie alloctona o autoctona e cosa comporta?
In botanica ed ecologia, una specie viene definita alloctona quando non è originaria di un determinato territorio e vi è arrivata grazie, direttamente o indirettamente, all’intervento umano.
Sulla carta sembra una definizione semplice. Nella pratica, però, diventa estremamente sfumata. Il punto centrale è questo: non esiste un arco temporale condiviso oltre il quale una specie smette di essere considerata alloctona.
Una pianta introdotta 50 anni fa è alloctona. Ma una introdotta 500 anni fa? E una arrivata 2000 anni fa?
La risposta non è biologica, ma storica e convenzionale.
IL PROBLEMA DELLA DEFINIZIONE: NATURA O STORIA?
Dal punto di vista botanico, “alloctono” non descrive una qualità intrinseca della pianta, ma solo una ricostruzione probabilistica della sua origine.
In altre parole:
- non dice se la pianta “appartiene” o meno all’ecosistema
- non dice se è utile o dannosa
- non dice se si è integrata o meno
Dice solo una cosa: probabilmente non era presente in quell’area prima dell’intervento umano…ma questo crea un paradosso evidente: gli ecosistemi sono dinamici da sempre. Le specie si spostano, migrano, si adattano e colonizzano nuovi ambienti continuamente, anche senza esseri umani, siamo NOI che voglia imporre le NOSTRE regole alla natura quando questo non è coerente.

SE ALLARGHIAMO LO SGUARDO, TUTTO DIVENTA “MOBILE”
Clima, animali, correnti, incendi, barriere geografiche: la distribuzione delle piante non è mai stata statica.
Se si osservano i tempi lunghi della storia naturale, la distinzione rigida tra autoctono e alloctono perde solidità: diventa una fotografia scattata in un momento arbitrario della storia.
E soprattutto: quasi tutte le piante alimentari che oggi consideriamo “normali” sono in realtà alloctone o frutto di domesticazioni lontane.
ECCO LA LISTA CHE TI SCONVOLGERÀ: QUESTE SONO TUTTE PIANTE ALLOCTONE
Di seguito una lista di specie vegetali alloctone in Europa (e in Italia), quindi fuori dal loro contesto originario e importante dall’essere umano, per le quali però nessuno sembra soffermarsi sull’aspetto “autoctono/alloctono” con tanto di battaglie sui social, ma oggi fondamentali nelle nostre vite. Dopo aver letto questo elenco sarà più facile comprendere cos’è davvero una specie autoctona o alloctona e cosa comporta.
Ortaggi e piante da frutto
- Pomodoro (Solanum lycopersicum) — America centrale
- Patata (Solanum tuberosum) — Ande
- Peperone (Capsicum annuum) — America centrale
- Peperoncino (Capsicum spp.) — America
- Melanzana (Solanum melongena) — Asia (India)
- Zucchina (Cucurbita pepo) — America
- Zucca (Cucurbita maxima / moschata) — America
- Cetriolo (Cucumis sativus) — Asia
- Melone (Cucumis melo) — Africa/Asia
- Anguria (Citrullus lanatus) — Africa
- Fagiolo (Phaseolus vulgaris) — America
- Fagiolino (Phaseolus vulgaris var.) — America
- Soia (Glycine max) — Asia
- Pisello moderno (Pisum sativum cultivar) — Medio Oriente
- Ceci moderni selezionati (Cicer arietinum) — Medio Oriente
Verdure e orticole
- Mais (Zea mays) — America
- Riso coltivato (Oryza sativa) — Asia
- Lattuga moderna (Lactuca sativa) — Mediterraneo/Medio Oriente
- Carota moderna (Daucus carota sativa) — Asia centrale
- Spinacio (Spinacia oleracea) — Asia centrale
- Aglio (Allium sativum) — Asia centrale
- Cipolla (Allium cepa) — Asia centrale
- Topinambur (Helianthus tuberosus) — Nord America
Frutta e alberi da frutto
- Kiwi (Actinidia deliciosa) — Cina
- Avocado (Persea americana) — America centrale
- Mango (Mangifera indica) — Asia
- Banano (Musa spp.) — Sud-est asiatico
- Ananas (Ananas comosus) — Sud America
- Papaya (Carica papaya) — America centrale
- Pesco (Prunus persica) — Cina
- Albicocco (Prunus armeniaca) — Asia centrale
- Ciliegio dolce (Prunus avium) — Caucaso/Asia
- Susino (Prunus domestica) — Asia-Europa (ibridazioni)
- Fragola moderna (Fragaria × ananassa) — ibrido America/Europa
- Mirtillo americano (Vaccinium corymbosum) — Nord America
- Arancio (Citrus sinensis) — Asia
- Limone (Citrus limon) — Asia
- Mandarino (Citrus reticulata) — Asia
- Cedro (Citrus medica) — Asia
- Lime (Citrus aurantiifolia) — Asia tropicale
Frutta secca e alberi
- Noce comune (Juglans regia) — Asia centrale
- Mandorlo (Prunus dulcis) — Asia centrale
- Pistacchio (Pistacia vera) — Medio Oriente
- Castagno (Castanea sativa) — Eurasia (gestione storica intensiva)
Quindi dovremmo fare la “guerra” sui social agli agricoltori perché coltivano patate, pomodori, kiwi e zucchine? Dovremmo andare a dire al sud Italia di abbandonare la loro produzione di agrumi che il mondo ci invidia perché piantano alberi alloctoni?
Semmai, bisogna solo informarsi meglio sul concetto di autoctono/alloctono ed è quello che cerchiamo di fare in questo approfondimento, considerando che molti attribuiscono alla Paulownia la connotazione di “alloctona” in segno di “quindi non va messa e va tolta”.
IL PARADOSSO ECOLOGICO: SIAMO CIRCONDATI DA “NON AUTOCTONI”
Molte delle specie sopra elencate infatti sono coltivate ovunque, sono alla base dell’alimentazione globale ma soprattutto sono integrate negli ecosistemi agricoli da secoli…eppure sono classificate come “alloctone” in senso tecnico.
Questo porta a una conclusione inevitabile:
la categoria è utile descrittivamente, ma debole se usata come giudizio ecologico assoluto (es: non è autoctona quindi non va usata o piantata).
PERCHÉ IL CONCETTO DI ALLOCTONO NON È ASSOLUTO
In botanica, “alloctono” è utile per:
- studiare introduzioni recenti
- analizzare impatti ecologici rapidi
- monitorare invasioni biologiche
Ma diventa meno significativo quando viene trasformato in etichetta rigida, perché:
- non considera il tempo geologico
- non considera l’adattamento
- non considera la naturalizzazione delle specie
Dopo quanto tempo una specie smette di essere alloctona?
Non esiste un tempo ufficiale. È una convenzione scientifica e storica, non una regola biologica quindi dal momento in cui si attribuisce il concetto di autoctono/alloctono va considerata questa criticità pratica e reale.
Le piante alloctone sono sempre invasive?
Questo è il principale problema della disinformazione e della superficialità: alloctono e invasivo sono due concetti separati. Come visto sopra, la maggior parte dei vegetali presenti sono alloctoni eppure quasi nessuno è invasivo. Una specie invasiva è colei che cresce soppiantando altre specie e competendo andando a compromettere lo sviluppo di queste altre.
E la Paulownia è invasiva?
Assolutamente no, la Paulownia non è un genere di piante invasive infatti è usata da secoli in Europa senza che abbia mai minacciato ecosistemi. Per di più i semi della Paulownia Tomentosa (solo una delle tante varietà, la più conosciuta ai meno esperti) non riescono a germinare alle normali condizioni naturali. Inoltre oggi vengono usati ibridi intervarietali hanno semi ancora a più ridotta capacità di germinazione piuttosto che semi sterili. Solo in Italia, sono coltivati più di 4000 ettari di Paulownia, senza contare tutti i campi non censiti, quelle ad uso ornamentale, nelle città o di privati.
Il pomodoro è una specie alloctona in italia?
Sì, originariamente proviene dall’America centrale, ma oggi è ampiamente coltivato e integrato nella cultura agricola italiana, cosi come moltissime altre piante, frutti e ortaggi (vedi qua la lista).
Ha senso distinguere tra autoctono e alloctono?
Ha certamente senso ma solo se usato come strumento descrittivo per studiare la storia delle introduzioni, non come giudizio di valore sulla specie o per attribuirne una connotazione positiva o negativa.
PER CONCLUDERE, LA DISTINZIONE TRA AUTOCTONO E ALLOCTONO È UTILE MA SPESSO SOPRAVVALUTATA E USATA IMPROPRIAMENTE.
Dal punto di vista botanico, più che di “specie straniere” o “specie locali” o ancora “aliene”, dovremmo parlare di diffusione, di adattamento e di integrazione ecologica per capire cos’è davvero una specie autoctona o alloctona e cosa comporta. Ma come abbiamo visto, fermarsi ad una mera attribuzione formale geografica di autoctono o alloctono, sul piano pratico, non ha alcuna rilevanza.
Ci sono sembra ombra di dubbio particolari equilibri ecosistemici ma a livello tecnico è importante conoscere questo aspetto perché, osservata su scale temporali lunghe, la natura non conosce confini nazionali né etichette storiche. Conosce solo la capacità di vivere in un ambiente e di adattarsi. Guardate cos’è capitato (per opera dell’uomo) al clima: temperature diverse, stagioni diverse, precipitazioni diverse nell’arco di 20-30 anni. Tutti elementi che mutando, hanno inevitabilmente variato le condizioni che permettevano la vita e la diffusione delle piante presenti più di 50 anni fa ma che oggi non trovano più le caratteristiche a loro più idonee e quindi, logicamente, in funzione del mutamento del clima nuove specie vegetali troveranno le condizioni a loro più adatte (vedasi nuove coltivazioni di banane piuttosto che avocado in Italia).

